MARIO CHECCHI | Il mio è un arrivederci, rimango comunque a disposizione della società!

Un “arrivederci” sofferto, ragionato ma necessario alla panchina del Castrum Monterotondo per la prossima stagione. Una scelta di cuore e di lealtà, consapevolmente condivisa con tutta la società. Mister Checchi racconta i motivi della scelta e svela i suoi programmi nel nuovo ruolo in società.

Mister per lei non è un addio ma un arrivederci alla prossima stagione. Perché la decisione di lasciare la panchina del Castrum Monterotondo?

È stata una decisione molto difficile, purtroppo per chi partecipa a campionati dilettantistici da allenatore, giocatore e dirigente, deve per forza di cose mettere al primo posto il lavoro. È stata una scelta dovuta, non riuscendo più a garantire il 100%in campo.

Rimarrà sempre legato a questi colori. Sarà ancora al fianco della società la prossima stagione?

Sicuramente si, mi dovranno ancora sopportare!!!!
Vedremo più avanti con che utilità, in base al tempo che potrò dedicare. La società mi ha comunque dato ampia disponibilità per qualsiasi ruolo, naturalmente, come sempre, ne discuteremo insieme.

Tre anni di grandi successi e soddisfazioni. Fino al coronamento del sogno Promozione. Vuole fare un bilancio della sua esperienza sulla panchina del Castrum ?

È stata un esperienza fantastica e per questo devo ringraziare la società che mi ha dato la possibilità di fare esperienza e crescere insieme a loro.

Il rapporto viscerale con i suoi ragazzi. Cosa vuole lasciare a loro come insegnamento e augurio per la prossima stagione?

Con molti dei miei ragazzi ho avuto addirittura la fortuna di giocarci insieme, forse anche per questo tra noi c’è un legame particolare, difficile da gestire ma fatto di grande rispetto grazie soprattutto all’intelligenza dei miei giocatori. Loro sanno bene come vedo io il calcio, in qualsiasi categoria, bisogna fare sacrifici per arrivare agli obiettivi, qualsiasi essi siano.

Quale momento di questi anni porterà sempre con sé e quale invece la partita che vorrebbe rigiocare subito?

Ce ne sono molti di momenti indimenticabili, sembrerà strano, ma forse quello che ricordo con enfasi è nella parte finale di stagione in promozione con la conseguente retrocessione. A dieci giornate dalla fine, ci davano tutti per spacciati ma il gruppo ha continuato a lottare ancora con più forza per cercare di fare un miracolo. Ecco lì ho capito che avevamo un gruppo fatto di uomini veri sui quali poter sempre contare. La partita che vorrei rigiocare è forse quella con il Settebagni nel girone di andata della stessa stagione

Un consiglio che si sente di dare a chi si siederà sulla panchina dopo di lei?

La nostra è una realtà particolare, fatta soprattutto di ragazzi che fanno questo sport per sola passione, senza nessun tipo di interesse economico. Se presi nel verso giusto possono dare tante soddisfazioni ed emozioni come hanno fatto con me.

Che stagione è stata quella appena conclusa? Dove possono arrivare i suoi ragazzi nella prossima stagione?

Secondo me, con qualche piccolo ritocco nel punto si può puntare ai vertici della classifica.

Concludiamo con un ringraziamento che si sente di fare in questi anni di Castrum Monterotondo. Un saluto finale alla società, ai giocatori, lo staff e i tifosi.

Vorrei ringraziare tutta la società che mi ha sempre dato massima disponibilità e mi ha messo nelle condizioni di poter allenare come avrei voluto. Ringrazio tutti i giocatori avuti da allenatore dal primo all’ultimo perché grazie a loro ho potuto crescere e migliorare nel tempo.
Un ringraziamento speciale lo devo anche a mia moglie che mi ha sempre supportato nelle mie scelte nonostante tante rinunce dovute al mio impegno calcistico. Un grosso abbraccio a tutti coloro che vogliono bene al Castrum.